Sindrome di Gundam

Gundam, per chi non lo conosce, è un robot un salto.
Un salto su Wikipedia colma facilmente la lacuna.
L’ideatore della definizione è sconosciuto.
Probabilmente si è manifestata la prima volta nella mailing list di Robotek.
La citazione può essere utilizzata anche in altri ambiti: l’importante è che ci sia di mezzo qualcosa “da fare”.

Definizione:

Viene definita Sindrome di Gundam (SdG) quella sensazione di poter realizzare qualcosa di reale e funzionante (tipicamente un robot) senza averne le competenze specifiche ma approfittando di poche e sintetiche dritte che ti possono dare altri utenti in rete.
E’ lo stato mentale in cui si trova il soggetto che vorrebbe realizzare qualcosa di superiore alle proprie capacita’ di almeno due ordini di grandezza.

Normalmente questo stato porta il soggetto a porre domande particolarmente insensate che permettono di identificarlo immediatamente.
Ad esempio:

  • “Salve, sono nuovo del forum. Non conosco assolutamente nulla di robotica/informatica/elettronica. Vorrei realizzare un rover per l’esplorazione di Marte/Un drone per missioni remote in altri continenti/un circuito basato sulla tecnologia quantica. Mi serve la lista dei componenti/il firmware del microcontrollore/lo schema elettrico/aiuto di vario genere. So che se mi aiuterete, ce la potrò fare”.
  • “Non capisco niente di elettronica, di fisica, di informatica e di meccanica, inoltre mia madre non mi fa neanche usare il trapano ed il saldatore però vorrei costruire un robot che fa i salti mortali tripli. Mi fate la lista di tutto quello che mi serve, pezzo per pezzo, con allegati costi e reperibilità e mi dite passo passo cosa devo fare. E non mi dite di andarmi a cercare le cose in internet perché non conosco l’inglese. Rispondete presto perché mi serve entro la fine dell’anno scolastico.

I portatori di SdG raramente sono portatori sani, spesso invece contagiano altri soggetti potenzialmente “infettabili”.

Curiosamente in questo caso i due soggetti non collaborano in un progetto comune, ma litigano immediatamente “forkando” il progetto in due progetti completamente differenti ed ovviamente incompatibili.

Inoltre non provate a fargli notare l’assurdità della sua richiesta o le capacità che servono a realizzare il suo progetto perché sicuramente la risposta sarà del tipo:
“Non ho chiesto il tuo aiuto.”
“Se non vuoi aiutarmi, puoi anche non rispondere.”
“Certo che ho le competenze: sono un avvocato, ho il brevett
o da sub e vado sempre in ferie all’ IKEA”

La sindrome annebbia la vista del malato. Non contradditelo! Dite sempre di sì, restate sul vago e abbandonate velocemente la discussione, prima che il soggetto vi contagi e riesca a convincervi che il suo progetto è fattibile e che con un piccolo aiuto da parte vostra lui riuscirà nell’impresa.

Quanto di più sbagliato! Finirà che voi farete tutto il lavoro al posto suo, prendendovi anche i suoi rimproveri pubblici se non sarete rapidi nel soddisfare le sue crescenti richieste!

Perché una cosa è certa: chi soffre della Sindrome di Gundam ha anche fretta, Tanta fretta!

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