Ubuntu Server 16.04 LTS: Installazione su una macchina virtuale di VirtualBox

Per creare una macchina virtuale con Ubuntu Server la prima cosa da fare è andare sul sito:

http://www.ubuntu.com

e, dalla sezione server, scaricare il file “iso” della versione desiderata.Le istruzione di questo articolo in linea di massima valgono per qualsiasi versione di ubuntu, tuttavia questo articolo è stato provato (e riprovato e riprovato) dall’autore solo con la versione server 16.04.1 LTS (con il supporto a 5 anni) a 64bit.
Una volta scaricato il file creiamo una macchina virtuale su VirtualBox premendo il bottone “nuova”.
A questo punto seguiamo il wizard di VirtualBox per creare una nuova macchina virtuale.La prima cosa che ci viene chiesta è di dare un nome alla nostra macchina virtuale, noi con dimostrazione di grande fantasia scegliamo di chiamarla “ubuntu-server-1604”, poniamo poi attenzione a scegliere Linux dalla casella a discesa “tipo” e poi “Ubuntu 64 bit” dalla casella a discesa della “versione”;  in seguito il wizard ci propone di allocare parte della memoria alla macchina virtuale, ovviamente la memoria che noi indichiamo qui verrà sottratta al sistema quindi se ne avete in abbondanza vi consiglio di aumentare a 4GB la ram del nostro server altrimenti lasciate quello proposto dal sistema (1GB) la macchima sarà più lenta ma non si può fare altrimenti; quando si arriva alla creazione del disco virtuale variamo solamente la dimensione portandola a 80gb dato che il disco è allocato dinamicamente lo spazio utilizzato sarà solo quello effettivamente necessario teniamo comunque conto che lo spazio occupato alla fine dell’installazione sarà circa 2,2GB quindi assicuriamoci di avere abbastanza spazio libero sul disco fisico dove appoggiamo il nostro disco virtuale tenendo conto, ovviamente, che dopo l’installazione sicuramente useremo altro spazio per installare dei programmi.
Il mio suggerimento è di tenere liberi almeno 8gb di spazio su disco.

Una volta concluso il wizard richiamiamo le impostazione della macchina virtuale appena creata tramite il bottone “impostazioni”, selezioniamo quindi l’icona “archiviazione” dalla toolbar a sinistra del pannello per fare apparire il riquadro dei controller ide e sata, nello spazio indicato dall’etichetta “attributi”, in alto a destra, troviamo il bottone per collegare al cd virtuale il file “iso” dell’immagine del programma di installazione di Ubuntu, che abbiamo scaricato dal sito.
Per ultimo, sempre dalla toolbar a sinistra, selezioniamo l’icona “rete” e dal riquadro che viene visualizzato lasciamo così come proposta la 1° scheda di rete mentre invece andiamo ad abilitare la 2° scheda di rete cliccando sulla linguetta omonima e attivando il check box: “Abilita scheda di rete” poi cambiamo il parametro “connessa a” impostandolo a  “Scheda solo Host”.
In questo modo la prima scheda, con indirizzo dinamico che cambierà a seconda della rete a cui ci colleghiamo, ci consentirà di collegarci ad internet senza esporre la nostra scheda in maniera pubblica e la seconda con un indirizzo ip fisso ci permetterà di configurare i programmi di normale utilizzo come “putty” o “winscp” senza darci il pensiero di dover, ogni volta che cambiamo rete wifi, aggiornare l’indirizzo ip a cui collegarci .
A questo punto, con il bottone “Avvia” possiamo far partire la nostra macchina virtuale, una volta partito il meccanismo di boot, il cd verrà agganciato e fatto partire e dopo pochi secondi potremo vedere nella finestra della nostra macchina virtuale fare capolino l’installazione di ubuntu.
L’installazione di Ubuntu è molto semplice: nella maggior parte delle volte basta accettare i valori proposti, poche volte andremo a scegliere altri valori, come nella richiesta della lingua di installazione dove ovviamente sceglieremo ‘italiano’
Il nome della macchina, come già detto, seguendo il nostro gusto artistico, sarà: ‘ubuntu-server-1604’ mentre quando viene richiesto il nome dell’utente a cui affidare la gestione della macchina e la relativa password date ovviamente la risposta che preferite.
Nel metodo di partizionamento io preferisco indicare di non usare l’LVM (1° scelta) a mio avviso in un ambiente virtuale complica solo la gestione.
Ovviamente quando l’installazione chiede conferma per scrivere le modifiche sui dischi si deve rispondere di sì.
Infine quando appare la finestra con la richiesta del software da installare oltre alle già selezionate ‘standard system utilities’ mi raccomando di selezionare anche l’OpenSSH server (ci serve per il collegamento via rete) la mia raccomandazione è di non installare altro.
Una volta concluso il programma di installazione la macchina si riavvierà e si potrà finalmente fare il primo login.

La prima cosa da fare una volta entrati nel sistema dalla console del sistema di virtualizzazione è abilitare la seconda scheda di rete ma prima, se non ci siamo ricordato di segnarci il nome della scheda, quando è stato visualizzato dal programma di setup, bisogna visualizzarlo con il comando:

sudo lshw -class network

a questo punto bisogna solo modificare il file /etc/network/interfaces con il comando

sudo nano /etc/network/interfaces

per aggiungere:

auto <cardname>
iface <xxxx> inet dhcp

dobbiamo, ovviamente, ricordarci di sostituire a <cardname> il nome della scheda rilevato nel precedente paragrafo, poi una volta salvato il file, con il comando:

sudo service networking restart

Abilitiamo la seconda scheda di rete e poi con:

ifconfig <cardname> up

Prendiamo nota dell’indirizzo ip della prima scheda di rete e abbandoniamo la console di virtual box per la piu comoda putty.

Ora possiamo aggiornare il sistema con:

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade

Quindi, per poter lavorare con winscp anche quando serve l’autorizzazione di root, opzione avanzata SCP/interprete di comandi/sudo, ad esempio perché si sta modificando un file nella directory /etc occorre togliere la richiesta di password quando si usa il comando sudo.
L’argomento è stato già trattato per cui, vi rimando a:

Non sudare con sudo

Come tutti gli hypervisor anche VirtualBox ha un pacchetto di driver per ottimizzare l’interazione con le macchine virtuali gestite e siccome anche questo argomento è stato già trattato vi rimando al seguente link:

VirtualBox: installare le virtual additions su ubuntu server

Il vostro server ubuntu è pronto all’uso !

Alla prossima
Andrea

Una risposta a “Ubuntu Server 16.04 LTS: Installazione su una macchina virtuale di VirtualBox”

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